I tri fardai

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Fiabe popolari Rovignesi  (1878) 
by Antonio Ive

tratto da Fiabe popolari Rovignesi

IV.

I tri tardai. 1 )


Ouna vuolta a gira tri fardai: dui uorbi 2 ) e oùn nu* vadiva 3 ). E ’sti tri fardai, i xì zeidi a la ca^a; i Viva tri s* ciuopi: dui ruti e oùn senza fiero 4 ). I uò ciapk tri levari: dui g* u* scanpk e oùn i nu* T uò pussioù ciapk. I turna indreio; i vido oùn purton, e i bato cun oùn feil de paja. Quii eh’ a nu* gira ga raspondo: — „Chi va lk? a — I ga dei luri: — „I siemo 5 ) tri fardai: dui uorbi e oùn nu’ vido; i Verno 6 ) tri s’ ciuopi: dui ruti e oùn senza fiero; i siemo zeidi a la cayia, e i Verno ciapk tri levari: dui ’nd’ uò scanpk e oùn i nu* lu Verno pussioù ciapk. Quii eh' a nu’ gira ga raspondo: — „Mei iè tri pignate: dui rute e oùna senza coùl: donca, el dei, i tajaremo, i magnar emo e i bevaremo insieme. Taja, magna, senpro pan;a vuda 7 );

„E met , eh* i ' giro là,

„I nu ' mu n* u* vussiou dà gnanca oùn bucon ;

„E cun oùn scupasson H )

„I tri uò muso a santà!“ —


In un conto della Guascogna, pubblicato da Cénac Mon- caut (Contea populaires de la Gascogne. Paris, E. Dentu, 1861, p. 90): Juan-le-fainéant , un ricco possidente, tronfio della propria accortezza, passando a cavallo dinanzi alla porta della fattoria, vede uno de* lavoranti, che se ne slava scaldandosi intorno al focolajo, e gli fa le seguenti domande :


’) Fratelli. 2 ) Cieechi. 3 ) Vedeva. 4 ) Ferro. 5 ) Siamo. 6 ) Abbiamo. 7 ) Vuota. 8 ) Scappellotto.



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I tri fardai.


— n Sei tu solo in casa?* —

— „Al 'presente , no, gli risponde Gianni, poiché io veggo la metà di due quadrupedi /“ —

— „E che cosa stai facendo ?“ — ripiglia il padrone.

— „Fo cuocere andanti e venienti. (Je fais cuire des aliante et des venants)! u —

— n Che fa tuo fratello f u — n Sta cacciando; ciò eh * egli piglia lo getta tutto via , quello che non riesce a pigliare lo porta seco /“ —

— n E che fa tua madre?* —

— „ Ancor prima dello spuntar del giorno , cosse il pane che abbiamo mangiato già la settimana scorsa ; di buon mattino , tagliò le teste ai sani , per guarire gli ammalati ; batté per bene gli affamati e costrinse sazj a mangiare ! u —

— n E tuo padre , che fa lui? u —

— n Sta laggiù , nella vigna; e fa del bene e del male!* —

Nella quale novella sono, del resto, cucite insieme anche

parti, che non stanno propriamente in istretta relazione fra loro. Cfr. la nota del Kòhler (Jahrbuch fiir romanische und englische Literatur del Dott. Lemcke, V, p. 7 e segg.).

Per altri raffronti di risposte enigmatiche è da cfr. Zin- gerle ( Kinder - und Hausmdrchen aus Tirol. Innsbruck, Wagner, 1859, p. 42) ed il dialogo fra Salomone e Marcolfo. Marcolfo dice a Salomone, il quale del pari s* era fermato a cavallo dinanzi alla porta di casa sua : — n Esser vi un uomo e mezzo , più una testa di cavallo , in casa — Le fave che si cuocono vengono, anche lì, dinotate come quelle che salgono e scendono. Il fratello lì pure uccide ciò che trova. Cfr. anche von der Hagen, Narren - buch f p. 236, e Biisching, p. 52.

Nella favola di Bertoldo, ricorrono eziandio gli ascendenti ed i discendenti, ed è il fratello parimenti quello il quale uccide ciò che trova. In quasi pieno accordo col nostro, sta V indovi- nello greco: /Osa* eXo[JL£v Xnr5|jt.ea6a, oca' ou^ sXojxev tpepópscOz* che, secondo la tradizione, dei figli di pescatori proposero da sciogliere ad Omero. (Cfr. Proklos: Vita H omeri 35, p. 25 ediz. Westermann; ed Homeri et Hesiodi Certamen , appo Svidas, alla voce T)|ji.r < poc). V. anche un indovinello spagnuolo, in Cab alierò (Cuentos y Poesias populares Andaluces. Leipzig, 1861 — 67; La estreUa de Vandalia , p. 67): — „Si la tiene s, la buscas , si no la tienes, ni la buscas ni la queres —