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mercati alle deputazioni.... Oggi, nei tempi di Cuocolo. essi sono un’accolta di assassini e vigliacchi nefandi; ma allora non erano ancora una società al lutto malvagia.

Pel nostro popolino, allora, tra i camorristi e i paladini di Francia non correva grande divario. Di maniera clic la voluta bravura di Gennarino. già segnata nei fasti della camorra, desiava la poesia ll0ll solo di quella sultana piazzaiuola della Francesca, ma anche delle due ragazze, cresciute fra le beghine di PiedigroUa. Ripugnante alla propria bravura era lui solo, Gennarino. il quale sapeva bene di non averci avuto merito nè colpa.

— Ve lo sareste aspettato? — domandava Ciccillo magnificando quella bravura con Paccvnto e col gesto: — Questo Rinaldo di Montalbano aveva quel fegato e non lo dava a vedere!

1’ seguila a non dirne niente!

— Sempre così: parla quando dovrebbe star zitto e si cuce la bocca quado dovrebbe parlare! — colse l’opportunità di dire Filomena adocchiando Teresina, perchè le due amiche fecevano a giova a giova: — Vuol bene a Teresina, e ci vo gJiono gli argani per farglielo confessare.

— Per carità non ne mettete un’altra in campo! — fu pronto a dir lui: — Non sono ancora uscito da i guai di ieri!

— Ieri era ieri! — interruppe solennemente Ciccillo trinciando I’ariu col gesto: — Oggi è un altro paio di maniche.

Lodato Dio! — sospirò Tercs’ni.

— E’ corso il sangue — continuò il cugino protettore — e ci è stato il bacio della conciliazione; e baci di Giuda non se ne danno tra noi! — Oggi siamo una stessa cosa io e lui...

— Come sarebbe a dire? — domandò la Zio Prete annuvolandosi.

— Fino a ieri — soggiunse il picciotto — lui era un estraneo; ma ha fatto le sue prove.... e mo... è della comitiva...

— Bagattella! — usci a dire Portogallino cacciando il capo nelle spalle come se gli fosse venuto un peso srulla nuca.

— La stessa cosa? — chiese stupito Gennarino, apprendendo d’essere camorrista ma) suo grado.

— Della comitiva?! — borbottò il reverendo tirandosi indietro come per mettersi in salvo.

— E ringraziate Dio d’averne un altro al vostro comando, voi che volete fare il padre Rocco eon le mani degli altri! — osservò il picciotto.

— E’ un uomo quello? — domandò lo scaccino facendo boccuccia per l’invidia che gli rendeva la voce stridula come quella d’un galletto strozzato: — Quello non sa d’avere il naso se non lo tocca! Quando si dice la fortuna!

— E che vuoi! — sospirò ironicamente per fargli dispetto Gennarino accettando così la sua nomina a cammorrista, mentre, era sul punto di protestare contro quella specie di fortu-