Page:Teatro - Achille Torelli.djvu/64

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ti ha fatte sto paio di gambo clic bai? Allro clic Bargossi! Ti corro dietro da ieri e non sono buon<> d’arrivarli!

Il prete, per abito piu ebe per altro, intuonò un predicozzo esortando Ciccillo a ritrarsi una volta dalla mala tuta e a tornare sotto la legge di Dio; ma quello poi ch’ebbe ripetuto I; ki,, di baciargli le mani, ](> rimbeccò che, se ora predicava contro i camorristi, se n’era poi giovalo più d’una volta, come qua; s’affidò appunto a lui, Ciccillo, perchè quel briccone dello Scampaforche lasciasse in pace, una povera orfanella, che, per terrore, avrebbe finito col cedergli.

Ma non per questo il reverendo se ne stette, e rimbeccò Ciccillo dicendo: — Anche Domineddio si servì dei Filistei!...

Don Tito non era certo connivente alle soverchierie di quei bravacci; ma trovava il suo conio d’averne qualcuno sottomano quando gli occorreva di tener giù qualche furfante. Sui questurini non faceva alcun assegnamento e sui galantuomini anehe meno; e, non potendo menar lui le mani, come, a volte, avrebbe voluto, si serviva delle mani altrui, particolarmente quando il suo chilo correva pericolo d’essere disturbato. Lui che aveva cura innanzi tutto dei suoi comodi, poi delle anime e anche dei corpi dei suoi parrocchiani, se avesse potuto sarebbe stato un padre Rocco che. a colpi di crocifisso, costringeva i malandrini a genuflettersi. Alle strette, si serviva dei meno tristi contro i più tristi. In certi casi, se si fosse rivolto alle autorità sarebbe andato per le. lunghe o non sarebbe venuto a capo di nulla, perchè col Deputato, che faceva comunella con tanti arnesi di galera..- Basta lasciamo andare! Alla meno peggio sarebbe andato per le lunghe o avrebbe messo in piazza cose di fuoco, che volevan esser coperte di cenere- Quindi se c’era assolutamente da legnare qualche briccone, coprir poi le legnate col manto della prudenza era opera anche più meritoria.

Chi rammenta a Napoli, il terribile parroco di? San Matteo, può farsi un’idea di quel tipo moderato e corretto nel nostro reverendo, il quale se era un volgare sacerdote, in fondo, a tempo avanzato, era anche un uomo di cuore.

Ed ècco perchè gli bazzicavano per casa quei soggetti — e non addirittura soggettaci — che pure avrebbero meritato, di vedere il sole a traverso le inferriata del carcere. Era ancora

il tempo della camorra classica di Tore di Orescienzo, quando al ladro ed al. becco non era permesso di essere camorrista’ E a chi se ne scandalizza, mostra di ignorare che, da noi a Napoli, la camorra è penetrata un po’ da per tutto, sia perchè il coraggio ha sempre le sue attrattive, sia perchè essa, tra le ribalderie, contava qualche tratto generoso; ma nei camorristi di allora non mai in queUi di adesso. A Napoli il popolo è buono, anzi il migliore d’Italia; e i veri camorristi impudenti, sfacciati come meretrici o ipocriti come farisei si riducono l un migliaio di sfruttatori sparsi dai prostiboli alle carceri, dai