Page:Teatro - Achille Torelli.djvu/59

From Wikisource
Jump to navigation Jump to search
This page has not been proofread.
— 45 —

rare ognuno le nostre ragioni alla presenzza di Tore... Sapete se so tenere la lingua in bocca... E’ stato nn dichiarament© che, v’assicuro, ho fattG dire che un altro come me se lo portò la lava dei Vergini: se lo portò l’Arno, direbbe il mio. caporale Senese.... «Ma, questo signore — entra a dire Ciccillo — insidia mia cugina Teresina!» Io?! Ditelo voi! Dove mai?...

— Questo poi non è vero! — attestò con gravità don Tito.

— Così fosse! — sospirò la ragazza.

— «Mia cugina Teresina è a casa con le convulsioni...»

— Questo sì — soggiunse Filomena.

— Tre ne ho avute!

— E a me, a momenti, ne fate venir quattro! — sbuffò don Tito. — Avanti!

— Tore di Crescenzo, mi domanda che intenzioni siano le mie... — «Io, come io, intenderei di non avere intenzioni» — « Volete tirarvi a cassa o a mosca? (1) — Se mai a mosca! »

— dico — E allora, di botto Ciccillo mette fuori il coltello. Maledetto chi ha inventati i coltelli! E intanto un ragazzo, senza che c.e ne fossimo avvisti, era corso a chiamare le guardie.

— Oh! oh! — obbiettò lo scaccino: — Non poteva essere della taVema, perchè, io, che vi fui cresciuto....

— Ha detto un ragazzo sic et simpliciter! — s’affrettò a dire don Tito per interrompere la nuova questione.

— Il fatto sta — riprese il narratore — che Ciccillo tirandomi una botta, scivola appunto al momento che io metto le mani avanti a pararla....

— E tu non avevi il coltello? — domandò Portogallino, i\scottando il racconto con tale premura da richiamare a men te di chi n’avesse avuta notizia che queU’afcjbozzo d’uomo, nato appunto in quella taverna, si sarebbe tirato su per camorrista, se la meschinità del corpo e della salute non l’ffvesse ridotto a fare lo scaccino e lo sgocciol ampolle.

— Il coltello? — rispose Gennarino: — Menico m’aveva dato il suo; mia io per difendermi con le mani l’avevo buttato a terra.

Portogallino si fece la prima, la seconda e la terza croce.

— Quando mai ho maneggiato il coltello io!

— Angelo di figlio! —■ affermò don Tito stendendo la mano a carezzargli la bazza.

— Il coltello non è pane pei tuoi denti! — sentenziò fatendo boccaccia il camorrista fallito.

— Tanto meglio! — uscì a dir Teresina, che trepidava più d’ogni altro al racconto.

E Filomena che non istava alle mosse per sapere come

dell’antica camorra passato in disuso. A cassa? l busto, a tutto ’a«v ’ ’’°,ca’ ’ pómo sangue, a ferita quanto una mosca.