Page:Teatro - Achille Torelli.djvu/28

From Wikisource
Jump to navigation Jump to search
This page has not been proofread.
— 16 —

allii catena, lui buttò fuori il biscottino mezzo masticato; ina pensò subito di rifarsi, c nc afferrò quanti altri ne potè dal vassoio che Portogallino andava riportando in giro.

Dal canto suo, la Francesca persuasa che Filomena, gelosa, l’avesse allontanata da Gennarino con un pretesto, la pianto in asso e tornò da lui con più fregola di prima L’aria incominciava ad annuvolarsi, ed il miope Zio Prete, che aveva alzato il gomito più del dovere, guardava verso le donne, come se a’vesse dovuto passare il filo per la cruna del’ l’ago e diceva: — Ma che avete? La tarantola?

— Che ti diceva Teresina? — chiese la Francesca al giovane.

— Donna Francesca, non v’impicciate dei fatti altrui!

— Che intenzioni son le tue? Fai lo smorfioso con Filomena’ c Teresina ti porta le imbasciate? Ma tu non la passi liscia!

— Scherzate?! Volete che Batticola, che ha domandato la mano di Filomena, mi venga a cimentare?

— Unii, Batticola fa lo spasimante anche con me, ed io non ghel’ho detto alle spalle; ma in faccia, che non mi va a genio!

— soggiungeva lei sommessamente.

E Filomena vide che se quel duetto durava, ne sarebbe certo nata una baruffa perchè Teresina diventava di tutti i colori. Per tanto lei, Filomena, prese subito il partito di contraddire lo Zio 1 rete, a cui il vino non era andato tanto alla testa, che non s opponesse garbatamente a Ciccilio e Batticola i quali s incaponivano a voler giocare alle carte.

— Alle carte nossignore! alle carte non si gioca! —• sentenziava a mani levate: — Le carte sono state inventalo dal Demonio! 1

— Alla lotteria, sì? — implorò Filomena.

— Alla lotteria posso permetterlo... Un soldo alla cartella, e, chi vince, paga la decima alla Chiesa.

— E dove giochiamo? — domandò Ciccilio.

— Nella stanza da pranzo, sulla tavola dove stira Teresina

— soggiunse il prete; — ma prima Teresina e Filomena han da dare un occhiata alla cucina, perchè io non intendo di mangiar male per far piacere a voi altri.

Per una porta poco comoda dentro la quale lo Zio Prete, adiposo com’era, urtò e si ballottò, passarono tutti, meno la Francesca e Gennarino, che rimasero in coda. Entrarono gli altri in una specie di ridotto dipinto a guazzo: un bel guazzo di un pittore peritissimo, il quale, in altri tempi, aveva pagato un debito di gratitudine al padre della Filomena dipingendogli la stanza (la pranzo, quel ridotto e una terrazza coperta.

Il padre della Filomena (cade a proposito dirlo) mentre visse, si dclte per uno slinco di santo; ma invece, da chi lo co rM,"’: rzl;z