Page:Teatro - Achille Torelli.djvu/18

From Wikisource
Jump to navigation Jump to search
This page has not been proofread.
— 6 —

fiuto da brano artistico, strepitò perchè io da togato rendessi tabernario anche il finale del lavoro. — Stanislao Manca, m-//’, IriJjuua, scriveva a questo proposito: «// Torelli ha tratto questa commedia dai suoi Mjnrili’ ma noji si tratta <li una traduzione e tanto meno di una riduzione. L’autore ha riprodotto ie stesse curiose vicende coniugali, nek rapporti d’ Ila minuta borghesia, con un calore e un sapore asai diversi da quelli che si riscontrano nella figurazione degli aristocratici personaggi de I mariti ». — E io non rilevo, per tanto, se un certo ragazzo non sprovvisto di ingegno e d’attitudine al teatro, ma benissimo provvisto di malignità, s’ostina a dire che ’0 buono marito è u.na riduzione’, s’intende! Bisogna togliere a meI il marito d: avere scritto il primo lavoro del Teatro d’Arte napoletano; Mbi tiriamo via!

E gli altri miei lavori? ’O guappo pe fforza — ’O miullo iV ’a rota — ’E dojc catene — ’A chiesa d’ ’o sanghe — Non ie ne ncarricà — Don Nicò, si’ piecoro! — Tu a chi vuò mettere mt’ ’o sacco? — Implicitamente, erano dichiarati indecorosi, perchè erano esclusi dal repertorio decorosamente composto. A ego assolutamente- che il Di Giacomo avesse intenzione di usarmi una villania; ma mancava il tempo per mettere in iscena te mie commedie; quindi lasciai il posto a lui e alle sue.

E qui mi torna conto rammentare un fatto• Piacque al Ministro Baccelli il disegno (vagheggiato e poi smesso da Roberto de Sa/ma) di presentare la Drammatica italiana all’Esposizione di Parigi; e per fattuazione di guesto disegno io fui chiamato alla Minerva da Giuseppe Costetti, allora Direttore Gelale dell Istruzione superiore. Ma il Costetti ed io, prevedendo che gVintroiti non avrebbero pii raggiate le spese, ci vedemmo costretti a stremenzire il repertorio e a ridurlo a pochissimi lavoi. Ma come regolarci per non far torto a nessuno degli autori nostri compagni? Non volendo escluder loro, costeiti ed io escludemmo noi stessi, e non comprendemmo nel repertorio nessuno dei nostri lavori, a cominciare da I mariti. — E passiamo a dir altro.

/ poeti drammatici sono come i sarti, i quali per essere eccellenti, occorre che abbiano, olire la stoffa, la maestria del taglio. Si può possedere la più bella delle stoffe e mutuarla in tagliarla per fame un abito... Il I» Giacomo (ne domantH «

Henedelto (’roce, se egli 1,0,1 ^,u 1,1, ,l,ì ’ ’ tm dia lettale di primissimo ordine; ha stoffa artistica come. ne»una.