Page:Poesie napoletane - Ferdinando Russo.djvu/354

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II.

L’ albero mio, che sta l'ora ’a salctta,

1’ albero genialoggico, mi dice
che lo stipite nostro fu Beatrice,
che viene da una monna Elisabetta !

— Neh, monna che cos’è?—Poi, na pandetta,
che conservo dal tempo mio felice,
voi che credete, che mi contraddice ?
Afferma che la linea fu cadetta !

E che me mporta ? A me mi fanno ridere
sti nobilucchi ’e mo’, pieni di boria !

Li attaccherei, ma non mi so’ decidere !

Pecchè faccio ’o scrivano d’avvocato,
credono forse che non so’ la storia ?...
Sbagliano ! Io sono un nobile sfondato 1