Page:Oláo - Luigi Campesi.djvu/67

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tra donna deludendo la giustizia, ma però fra poco ne renderai conto.

Dor.E tu non parie, ne faccia dacciso, non dice Diente , nfamo , nfamo, abbandune a me, te tuorne a nzurà, guè ma me ne darraje cunto.

Zucc.Tu co chi l’aje!

tìor. Co tico faccia d’acciso!

Zucc.Co me? E chi te canosce?

Pul.No, non te fà sfuì st’occasione, portala nel museo, che la fortuna nosta è fatta.

Dot.Uh! faccia mia, faccia mia, faccia mia, non me canusce ? Non me canusce? (gridandoì la guardia, la guardia, la guardia (batte i piedi)

Pul.Oh’- che ne faje cadè lu sularo!

Olào.Ma signora quanto più rifletto , veggo che questa è la prima volta che ho l’onore vederla.

Pros.Mentitore! Se non ti ho lasciato un momento, se ti ho seguito sempre, ed osi dire esser questa la prima volta che mi vedi?

Olào.Si questa è la prima volta.

Pros.Ebbene, la giustizia farà il suo corso.

Scena VI.

Un Agente di pubblica forza , dw Soldati

Ayen. E punirà lo sciagurato che di notte à assasinato un vecchio per rubargli del denaro, (ad Olào)Signore siele in arresto.

Pros.Che! anche ladro, allora vi lascio, non voglio più saperne, (p. a.)

Olào.Nò fermati; Ben ti conobbi Proserpina; guarda ora di quanta iniquità è capace il tuo ses.so; lasciando la mia possanza infernale ho fatto dei debili, ho falsato cambiali, ho perfino rubato per contentare i capricci di una tua compagna, ma tutto inutile, costei