Page:Oláo - Luigi Campesi.djvu/55

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Zucc.Aspè , quanto faccio na mmasciata e son» go a te. Signò (ad Olào) Ncè sta fora na signora, na signora comme se chiamma chella robba che se fanno le veste le femmine.

Olào Che sò io d’abito di donna?

Fior.Non sei buono neanche ad annunziare una persona, ti caccerò di casa, asino melenso.

Zucc.(a Tore) (Faje che si mò io teneva Paniello, chella parlava accussì? ) Comme non sapite chella robba che se fanno le veste, la squiz .. la squizzera... no la squizzesa...

Ofr/oUnasignora scozzese. T’ha detto il suo nome?

Zucc.Me fave ditto, ma me sò scordato*, dice,..

Fior.Demonio maledetto! (azione di Olào , Zucc. trema).

Zucc.(Ah! l’aniello!)

Olào.Introducila. (Fior, va a parlare col Mar. restano indietro. Asd. è in azione con Nic.)

Zucc.(in quinta) Favorite, ecco là lo signore (via con Tcre e Marchese).

Fior.Zia! [correndo a lei)

Nic. Sorella!

Eh. Scostati iniqua figlia di uno sciocco padre, ed hai avuto il coraggioldopo di aver promesso a more ad un uomo , di contrarre matrimoni© con un altro; Sappiate o signore che co&tui è mio fratello, questa come ben sapete è sua figlia; ma quello che tutti ignorate è la iniquità di costei; ebbene sia a tutti noto: che portatasi ella nella Scozia con suo padre, destò amore nel cuore di mio figlio , ufficiale al servizio della Francia, che allora trovavasi con un congedo di tre mesi in famiglia; ritornata nella sua patria seguitò a carteggiarsi con Alfredo, dapoichè erasi stabilito, che dopo un anno si sarebbero effettuate le nozze; fino a quindici giorni fà ci ha Tatto pervenire sue lettere , e lo farebbe ancora ,