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Seesia XVI.

Marchese, e Asdrubale

Asd.Marchè vattè che si no ciuccio tu# nvece de farle na faccia de schiaffo , le faje li cerimonie.

Mar.Ma se voi nell’ entrare vi siete profondato in inchini; cosa volete che avessi fatto io ? Mio caro D. Asdrubale io sono nato per essere bastonato, non per bastonare.

Asd.Tu Favive da fa capi che nisciuno era icemo, isso risponneva, na staccata mpietto , e felice notte.

Mar.Si fa presto a dire una stoccata e felice notte dopo che ci ha confusi di gentilezze , ci ha invitati al suo matrimonio, volevate che io. . voi scherzate.

Asd.Tu tanto tuorto manco aje; ma la mugliera?

Mar.No, io ho ragione; ma la sposa?

Asd.Tutto pe causa toja , pecchè si non me la cuntrastave io a chest’ora me 1’ avarria spusata.

Mar.Colpa vostra dite, perchè se non vi saltava

il ticchio fare il ganimede con 60 anni sulle spalle, quella sarebbe di già mia moglie.

Asd.Tu aje fatto lo malo.

Mar.Oh! sapete cosa c’è di nuovo, o male © bene non ne voglio sapere più di donne.

Scena XVII.

Proserpina come alla prima scena deir atto; in osservazione e detti.

Asd-Io chelle quatte prubbeche, mme Ile voglio godè, e femmene maie chiù...