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DEL “ TRATTATO DEI SETTE PECCATI MORTALI ,,

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cipio dal trattato dei V1] peccati mortali (pp. 1-32), a cui segue i! trattato delle virtù o di saper’ óerz morire e oea vivere (pp. 32-47), poi Wesposiziorze de] Paternostro e le sue

V1] petizioni (pp. 47-56), e infine dei V11 doni detto spi rito santo e delle V11 virtù, c/ze sono contro i V1] peccati mortali (pp. 56-115). Alla chiusa esso pure ripete la indicazione di chi e per chi fu fatto il libro, che si incontra nellflexpiicit di quasi tutti i mss. della Somma,‘ se non che è notevole che indicando prima il titolo del libro, dica che ne fu iniziatore S. Gerolamo nel deserto. Ecco infatti le due note:

“ De lo titulo de lo libro. - Questo libro si a nome flores omnium bonorum e sam Jeronomino fo l incomenzaor in lo deserto. e sam Jeronimo dixe che quilli se ne fam beffe chi seguam lo mondo, ma li serui e poueri de l amore de deo si uolem seguir beffe, e lo me payr sancto Jeronimo dixe che lo beffaor sera beffao e llo truffaor sera truffao”.

- E poi sotto:

“ Chi fe questo libro. - Questo libro si fe um frae pricaor a la requesta de lo rey de franza e si lo traslatae de gramayga in francescho e poa si e sta traslatao in questo uulgare per um atro frae e lo rey chi lo fey traslatar si aueua nome lo re filipo chi regnaua l ano de l incarnaciom de lo nostro segnor yhu xpe m. mcclxxviiij ”. -

La seconda di queste note trovasi pressoché eguale in quasi tutti i mss. della Sonzma; veggasi p. es. lo strozziano 56, ora magliabechiano 35, ó, 170 che finisce: “ Questo libro com “piloe un frate delPOrdine de’ Predicatori alla richiesta del “re Filippo di Francia ne1l’anno dell’incarnazione di nostro “Signore 1279, poi fue recato in francesco: in volgar fio “ rentino da sere Zucchero Bencîivenni fiorentino.” E il ric cardiano 1466, che, al dire del Rigoli, è il più completo degli italiani, porta scritto in principio: “ Questo libro compilò un “frate dell’Ordìne di s. Domenico, e traslato di latino in “francesco nell’anno dell’incarnazione 1279, poi si recò per