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atto secondo
Ignazio — Io sto accuncianno lo buffè, mo vengo (via fondo a dritta).
Angelica — E che significa sto cambiamento?
Felice — Sapete pure che ho trovato di buono a Sorrento? Che i mariti non sono affatto gelosi.
Angelica — Voi che dire, anzi sono gelosissimi.
Felice — E come va poi che vostro marito vi permette di ballare con me?
Angelica — E chi lo sà, io pure mi sono maravigliata, forse terrà molta fiducia in voi, perchè del resto voi siete un galantuomo.
Felice — Oh! questo è certo, ma fino ad un certo punto pero quando poi si vedono due occhi come i vostri, quando si parla un quarto d’ora con voi...


SCENA X.


Peppino ed i 4 impiegati, poi Peppino, indi Pasquale, Ignazio e Raffaele, poi Giulietta.

Peppino — (esce e i quattro lo seguono, guarda Felice e con gli occhi gli fa segno di entrare con lui, poi viano a destra).
Felice — (Pure va a ferni che io lo sciacco a chillo!) ANGELICA — Basta, io vi aspetto per ballare... venite presto.
Felice — Fra poco verrò. (Angelica via a sinistra) E chesta pure è bona! (comparisce Peppino di nuovo lui solo, e batte la bacchetta sul cappello).
Peppino — Pss. sapete, noi vi aspettiamo.
Felice — (Vuie vedile chillo comme è seccante!) Jammoncenne facimmo ampressa (lazzi ed entra con Peppino a destra).
Ignazio — Rafaè, sti dolce miettele dinta a li guantiere!
Raffaele — (con 2 grossi cartocci)-Va bene. (entra 1a quinta a destra).
Ignazio — Pascà, agge pacienza, haie fatto male de spennere tanta denare, tutte chilli gelate, tutti chilli dolce.
Pasquale — E tu che m’avive pigliato pe te, che haie mise le lampiuncelle e li cannele de duie solde l’una.
Ignazio — Che c’entra, io ho voluto fare una novità.
Giulietta — Pascà, staie lloco? io t’aggio da parlà seriamente, D. Ignazio se n’ha da j.
Pasquale — E di che si tratta?
Giulietta — Na cosa necessaria.