Page:'E guarattelle.djvu/7

From Wikisource
Jump to navigation Jump to search
This page has been proofread.
— 5 —

è basso orgoglio o eccessiva fiducia in me, che mi anima, ma quel senso di spontaneo e sincero rammarico che vien dalla coscienza, equilibrata e serena, di uno sforzo non presentuoso compiuto con ogni ardore di entusiasmo, e con la più viva fede, con la più accesa costanza.

Nel solingo oblio nel quale dai più io sono stato fino ad oggi fatalmente profondato, a quando a quando m’è giunta, consolatrice e avvivatrice, una parola di bontà sincera e di incoraggiamento confortevole. Ed io custodisco, nel profondo dello spirito, una immutabile gratitudine per Lei, che à voluto onorarmi, da anni, della effusione della Sua bontà e della Sua comprensione Non fu Lei a scrivermi fin dal Giugno dell’ 84, quando ero appena sedicenne, che il mio Comparàtico! « ha pregi di naturalezza e una certa disinvoltura scenica che fanno bene sperare di un altro lavoro del giovane autore »? E nel ’902 per la Figlia della Madonna non si degnò Ella, di dirmi: « L’ò letto con piacere ed interesse e mi congratulo del notevole progresso che Ella dimostra di aver fatto con quest’atto, dall’ultimo suo lavoretto, Rosa Esposito, che fu pure premiato e meritatamente al concorso del Mattino. »?

Queste parole buone io chiudo nei segreto del mio cuore, e furono come la luce mite che rischiara l’ombra di una notte che sembra senza fine. E Luigi Capuano, la grande anima, cosi intima al Suo spirito, si è degnato d’ avere anche per me espressioni di cordiale bontà, scrivendomi per la mia Napoletana, « Mi rallegro con l’autore, particolarmente per l’appassionata