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è sommamente efficace, un vero capolavoro dato che sei un mirabile creatore di caratteri.

Ognuna delle tue cose, insomma, mi à dato almeno un brivido, quel brivido che noi proviamo in cospetto delle vere opere d’arte. Ma ciò che a me è piaciuto di più, nella sua suggestività un po' ideale, nella sua poesia, nella sua, quasi, inconsistenza, è la tua Cenerentola che mi pare semplicemente deliziosa, squisita. »

Avere raccolta tanta benignità di giudizi, intorno alla mia opera semplice, è un assai relativo conforto, se la mia opera è ineluttabilmente ancora costretta all’ombra, dalla quale non è potuta ancora scaturire liberamente al trionfo della luce, alla gloria della primavera. E tutto ciò, perchè non v’à giovane, le cui prime vigilie di pensiero, non debbano essere ostacolate dalla bestiale noncuranza del gran pubblico, dalle invidie losche dei compagni, dall’avversione bieca dei cosi detti maggiori. A ciò si aggiunga la diffidenza degli editori di grido, e la mala fede di molti capicomici.

Parecchi dei miei lavori, sono stati rappresentati da Giovanni Grasso, dal Giovanni Grasso semplice e buono di molti anni fa, il quale mi comunicava, nella sua forma franca, espansiva, sincera, che avea suscitato, in vari teatri, intorno al mio povero nome, dei veri successi impensati. Il Grasso d’oggi, commendatore, cavaliere ufficiale, e decorato della legion d’onore, s’è fatto un pregio di chiedermi altri lavori, e di non darmene più conto alcuno. E fu un vero caso se, scorrendo il Figaro mi fu dato comprendere ch’egli, al Marigny aveva dato la mia Rosa Esposito, sotto un titolo diverso: