Exemplo de un Castellano
Exemplo de un Castellano.
De uno castellano se leze lo quale in soa maxone[1]
li malfactori teneva a soa petitione,
e robatori da strade e homicidiari e ladroni,
li quali in quele contrade feveno[2] molte robaxone.[3]
Avegna Deo ke lo castellano fosse homo de grande folìa,
molto grande amore aveva in la Vergene Maria;
spesse volte la salutava quella Vergene compia,
ognia dì senza fallo dixeva Ave Maria.
E i malfactori ke stavano a soa petitione,
per quelle contrate robavano a senza compassione;
el fò venuto uno di ke uno homo de religione[4]
per quelle contrate passava per sua conditione[5]
Passando per quelle contrade quello benedeto patrone,
el fò prexo e robato da quilli malvaxi ladroni;
non ghe varse[6] a farge pregi nè anche mostrare raxone,
ke elli non lo robasseno tuto senza compassione.
Lo bon patrone allora al castellano se ne và,
e lo prega k'el ge faza le sò cosse retornà;
Lo castellano maligno lo prende a desdegnà;[7]
de zò k'el ge domanda, niente el ge vole fa.
Lo bon patrone sì prega lo misero castellano,
k'el ge faza rendere la roba; ma lo sò prego torna invano.
Misericordia domanda lo sancto cristiano;
de zò k'el ge domanda non pò avere per mano.[8]
Quando vite lo sancto patrone k'el non pò fare niente,
de un altro facto el prega lo castellano possente:
che tuta soa famelia el faza venir prexente,
a zò ke elli odiano tuto zo ke ello vole essere dicente.[9]
Vezando lo castellano ke questo lezeramente fare el pò,
tuta la sua famelia el fa venir illò;[10]
denanxe da lo sancto patrone tuti li altri el congregò:
ma solo lo canevaro[11] trovare non se lassò.
E quando vite lo patrone tuta questa masnada,
el vite per Spirito Sancto[12] ke pur un ge mancava:
zò era lo canevaro lo quale el domandava,
lo qual era uno demonio ke in spetia de homo pyxcava.[13]
Lo sancto patrone domanda chi'ei ge fiza facto venire,
lo canevaro, lo quale ge manca, che non vole parire.[14]
Lo castellano allora per tuto lo fa querire;[15]
E pena el fò trovato, e li fò facto venire.
Quando lo frate lo ave vezuto, ello lo ave ben cognossuto;
ben sa k'el è uno demono in spetia de homo metuto;
incontamente sconzura quello servo mal astruto[16]
lo quale volse attantare, se ello avesse possuto.
Lo sancto frate el costrenze, e ge ha pur comandato,
k'el diga ki ello è, e per ke ello è illoga stato?
Allora lo canevaro vorave essere affondato,
innanze k'a respondere a zò ke ello è appellato.
A queste parole responde lo misero confonduto,
e dixe: io sono demonio in spetia de homo metuto;
dal principio de lo inferno qui sono trametuto,
pur per caxone de alcidere[17] lo castellano mal astruto.
Dal principio Belzebù io sono qui mandato
ad alcidere lo castellano, ke è pieno de ogni peccato;
e imperzò quatordeci anni con lui sono stato;
per una sola caxone da morte ello è scampato.
Quatordexi anni sono stato in questa albergaria,
lo sò corpo e lo sò spirito ben era in mia baylia,
e bene averave facto sì, ke vivo el non seria,
pur k'el non fosse recordato de la Vergene Maria.
Perzò k'el castellano a ley se recomandava:
spesse volte Ave Maria ognia dì el cantava,
per zò ke Sancta Maria ognia[18] ello salutava,
per zò la soa vita fin mò[19] e' scampava,
Ma se ello avesse lassato pur uno dì solamente,
k'el non avesse zò facto, moro era incontanente!
per zò yo stava con sego guardando attentamente,
guardando e comprendando k'el fosse stasse negligente.
S'el fosse abescurato pur uno dì solamente,
sopra luy aveva forza de alciderlo incontanente;
per quanto sono stato con sego, misero mi dolente,
quatordexe anni sono stato quì per niente!
Quando avè dicto lo inimico parole de fellonia,
lo bon patrone comanda k'el ne partisse via;
se mai attantasse alcuno, nè noxa a homo ke sia,
se ello se raccomandarà a la Vergene Maria,
Lo Sathanax allora afauta[20] a tuta fiada,
presente lo castellano e tutta soa masnada.
Lo castellano se stramite,[21] pagura ghe fò montada
vezando che a grande pericolo la soa vita era stada.
Incontanente se buta a piedi del Sancto patrone,
e soa colpa dixe de soa offentione[22]
la quale si ge era facta a soa petitione,
de zò k'el fo robato senza compassione.
Tute cosse el ge fa rendere a quello Sancto cristano;
da quilli peccati k'el feva se parte[23] lo castellano,
e da quella hora inanze el servì al Re soprano,
e stava a comandamento como de' fare li cristiani.
Vezando per li meriti de la Vergine Maria
scampato è in corpo e in anima, el torna in bona via;
e prende ad amare la Vergene sopra tute le cosse che sia,
e quanto el pò ge rende onor e cortexia.
- ↑ Magione.
- ↑ Feven, facevano; vive ancora.
- ↑ Rapine.
- ↑ Un monaco.
- ↑ Vale a dire per l'esercizio di sua professione, o meglio andava pei fatti suoi.
- ↑ Vars d'oggidì; cioè non valsero preghiere nè ragioni.
- ↑ Lo prende a scherno.
- ↑ Per nessun modo, in nessunissima maniera. Anche il Bascapè dice: e fruite d'omiunca man (frutta d'ogni maniera).
- ↑ Per dire; maniera latina.
- ↑ Colà.
- ↑ Cantiniere.
- ↑ E vide per inspirazione dello Spirito Santo che pur uno vi mancava.
- ↑ Che in sembianza d'uomo s'appiattava.
- ↑ Comparire.
- ↑ Cercare.
- ↑ Malintenzionato, malefico, malaugurato.
- ↑ Alcidere per uccidere; e Bascapè mette olcidere.
- ↑ Qui il copista lasciò dì nella penna.
- ↑ Fin mò (fino ad ora) anche oggi nel contado dicesi fin a mò.
- ↑ Allora Satanasso sbuffa a tutta lena. Affautare, corrisponde all'affannarsi ed ha preso riscontro nella voce afaut (angoscia).
- ↑ Stramire (stremiss).
- ↑ E incolpa se stesso dell'offesa a lui fatta.
- ↑ O pente?